Tipi Percorsi
Questo percorso parte dalla piazza mercato di Bosco Marengo, comune che si estende ad ovest fino al torrente Orba,
paese che ha regalato i natali ad un personaggio storico di grande rilievo, Frà Michele Ghislieri, divenuto poi Papa Pio V nel 1566.
Il tracciato si snoda per il centro storico, costeggiando prima le mura che un tempo isolavano il borgo più antico, risalente all'epoca preromana,
e solcando poi, la campagna coltivata in direzione del torrente, raggiungendo la storica tenuta San Michele del XII secolo ed il residence "il Mansio".
Trattasi di un percorso molto facile e quasi interamente in piano, principalmente su strade bianche, adatto per famiglie, anche con bimbi piccoli
vista la distanza percorribile.
Il primo tratto di strada, dal residence Mansio alla diga di San Michele, lambisce la garzaia di Bosco M., area naturale protetta caratterizzata da numerose
specie nitticore quali le Ardeidi, risultando molto probabile l'avvistamento della garzetta o dell'airone cenerino nei canali di irrigazione, oltre agli altri animali selvatici che vivono nella zona.
Dalla diga di San Michele alla diga di Fresonara si costeggerà in tutta la sua lunghezza il torrente Orba, per poi raggiungere l'abitato di Fresonara, attraversando prima la piazza Don Luigi Orione e raggiungendo poi la chiesa di Santa Maria, si imboccherà nuovamente una strada campestre per ritornare nell' abitato di Bosco M.
Come ultima tappa, la visita al Complesso Monumentale di Santa Croce, che papa Pio V ebbe il desiderio di edificare, affiancando il convento domenicano, arricchito da tre chiostri, e la chiesa tardorinascimentale, che ancora conserva pregevoli opere di Giorgio Vasari e della sua scuola.
nel Monferrato, a Nizza Monferrato, a Canelli, a Mombarcaro
Bellissimo itinerario con partenza dal centro abitato di Villacidro, per raggiungere il sito archeologico di Matzanni, attraversando verdissimi boschi di quercia da sughero e costeggiando al rientro la diga sul rio Leni.
Per concludere si attraversa il centro storico del paese per procedere sulla strada ciclopedonale panoramica, per arrivare alla famosa cascata Sa Spendula.
in Sardegna, nella Sardegna meridionale, a Villacidro, nel Medio Campidano, nel Sud Sardegna
Michelangelo Merisi nasce a Milano il 29 settembre 1571, giorno di San Michele Arcangelo, da Fermo Merisi e Lucia Aratori. Il padre è responsabile degli edifici di proprietà del marchese di Caravaggio, piccolo centro bergamasco di cui è originaria Lucia e da cui deriva il soprannome dell’artista.
A 13 anni lavora come garzone nella bottega di Simone Peterzano, pittore manierista e allievo di Tiziano. Non è noto con precisione quando, ma, a partire dal 1592, è documentato il suo arrivo a Roma. Per un artista del tempo è forte il richiamo della Città Eterna, sono anni di grande fermento; dal punto di vista edilizio e urbanistico, sono attivi cantieri di grandi dimensioni, come la ricostruzione delle antiche basiliche e il completamento di San Pietro. Gli ambienti che frequenta Caravaggio sono però di ambigua fama: preferisce le osterie, le bettole, i bassifondi. Nella bottega del Cavalier d’Arpino, dove “dipinge fiori e frutta”, viene notato dal cardinale Francesco del Monte, suo futuro protettore, che gli aprirà le porte dei collezionisti.
Il naturalismo presente nella Buona ventura (1593-94) e nel Giovane con canestra di frutta (1593-95) mostra che il modo di dipingere di Caravaggio è su base empirica, accentuato dall’uso dello specchio come “camera ottica”. Il cardinal del Monte lo incoraggia e lo ospita a Palazzo Madama. Nel 1600 riceve la prima grande commissione: la decorazione della cappella del cardinale Contarelli, in San Luigi dei Francesi. Realizza così le due tele laterali della cappella, il Martirio (1599-1600) e la Vocazione di San Matteo (1599-1600), e la pala d’altare, San Matteo e l’angelo (1602). Sono scene vive davanti allo spettatore, personaggi reali, al limite del prosaico, tanto da destare scandalo. Ma è nella luce la vera rivoluzione: teatrale, drammatica, simbolica. Sono gli anni del successo. Monsignor Cerasi gli commissiona due tele per la cappella di famiglia in Santa Maria del Popolo: la Crocifissione di San Pietro (1600-1601) e la Conversione di San Paolo (1600-1601). A questo periodo appartengono i celebri dipinti per la famiglia Mattei: il San Giovanni Battista (1602-03) alla Pinacoteca Capitolina e la Cena in Emmaus (1601) alla National Gallery di Londra. Per la chiesa di Sant’Agostino dipinge la Madonna dei Pellegrini, destinata a suscitare scandalo per quei piedi sporchi in primo piano.
Crescono fama e successo, ma anche i problemi con la giustizia, fino a quando, nel 1606, un gioco si trasforma in un duello: Caravaggio rimane ferito, ma il rivale muore. Inizia la fuga e il processo in contumacia lo condanna a morte. Per quattro anni vaga lungo le coste del Mediterraneo, lasciando traccia di sé ad ogni passaggio: Le sette opere di misericordia (1606-07) a Napoli, la Decollazione di San Giovanni Battista (1608), l’unico dipinto firmato, a Malta, la Resurrezione di Lazzaro (1608-09), a Messina. Nel 1610 muore, solo, a un passo dalla grazia, colpito da una febbre, sulla spiaggia di Porto Ercole.
I luoghi delle opere d'arte
Galleria Borghese
Piazzale Scipione Borghese, 5
Prenotazione obbligatoria
La collezione della Galleria, frutto della passione e del gusto del cardinale Scipione Borghese (1577- 1663), comprende ben sei opere di Caravaggio. Il Bacchino Malato (1593-94) e il Giovane con canestra di frutta (1593-95) testimoniano il periodo giovanile del pittore, quando era a bottega dal Cavalier d’Arpino, anni in cui esegue ritratti “allo specchio” e soggetti di genere. Nel primo si riconosce un autoritratto del pittore, nel secondo il giovane è rappresentato nella transitorietà del momento, come sottolineato dalla bellissima natura morta. La Madonna dei Palafrenieri (1605), viene commissionata per l’altare della Confraternita dei Palafrenieri nella cappella di Sant’Anna, in San Pietro. Viene rifiutata per mancanza di decoro e acquisita dal cardinale Scipione Borghese, che la espone nel grande salone d’ingresso. Per il cardinale-collezionista esegue il San Girolamo (1605-06), qui ritratto come erudito e non come penitente. Il Davide con la testa di Golia (1610 ca), eseguito poco prima della morte, si può leggere come una richiesta di grazia. Caravaggio è in fuga da quattro anni per l’uccisione di Ranuccio Tomassoni. La critica è ormai concorde nel riconoscere l’autoritratto dell’artista nella testa mozza del gigante. Infine il San Giovanni Battista (1610), sul cui tema Caravaggio si cimenta varie volte, è qui colto in una variante introspettiva, come sottolineano le carni magre e la cornice ombrosa del paesaggio.
Casino Ludovisi
Via Lombardia, 46
Prenotazione obbligatoria
Il Casino cinquecentesco è ciò che rimane della Villa Ludovisi, fatta costruire nel 1662 dal cardinale Ludovico Ludovisi, sugli “Horti Sallustiani”, a testimonianza degli antichi splendori. All’interno dell’edificio, nella Sala dell’Aurora, si ammira il celebre affresco a tempera del Guercino, raffigurante l’Aurora che avanza su un carro spargendo fiori. Nella piccola volta del camerino del laboratorio alchimistico è conservato l’unico dipinto a olio su muro di Caravaggio, raffigurante Giove, Nettuno e Plutone (1597 ca). Nella parte superiore è Giove con l’aquila, in basso, Nettuno, con il tridente e il cavallo marino dalle zampe palmate e, infine, Plutone, con Cerbero. A colpire lo spettatore è l’accentuato scorcio, il “sotto in su”, riconducibile alle ascendenze lombarde del pittore.
Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane, 13
Il Palazzo, originariamente residenza della famiglia papale, dal 1953 è sede della Galleria Nazionale di Arte Antica insieme a Palazzo Corsini. Mentre la sede di Palazzo Corsini raccoglie una quadreria storica a sé stante, Palazzo Barberini presenta un allestimento cronologico e rappresentativo delle principali scuole pittoriche dal Duecento al Settecento. Tre sono le opere di Caravaggio qui conservate. La rappresentazione speculare di Narciso (1597-99) offre un inedito schema compositivo del mito classico, perfettamente congeniale alla storia del giovane cacciatore che si innamora della sua stessa immagine riflessa nell’acqua. Giuditta e Oloferne (1599 ca) è il primo vero quadro di storia di Caravaggio e inaugura la fase dei forti contrasti tra luce e ombra. Dipinta per il banchiere Ottavio Costa, rappresenta una scena del Vecchio Testamento, in cui Giuditta, giovane vedova ebrea, salva il suo popolo dall’assedio nemico dell’esercito assiro. La luce mette in risalto particolari raccapriccianti dell’attimo cruciale. Oggetto nel 2000 di un importante restauro è la tela che raffigura San Francesco in meditazione (1606- 07), rinvenuta nel 1968 nella chiesa di San Pietro a Carpineto Romano. Le indagini hanno confermato l’autografia per la tela Barberini e la data di esecuzione, per alcuni studiosi, si collocherebbe intorno al 1606, quando Caravaggio, in fuga da Roma dopo l’assassinio di Ranuccio Tommasoni, si rifugia presso i feudi Colonna, vicini a quelli degli Aldobrandini, committenti dell’opera.
Galleria Doria Pamphilj
Via del Corso, 305
La Galleria, nata per volontà di papa Innocenzo X, costituisce una delle più corpose raccolte d’arte private. La maggior parte dei capolavori si concentra nei quattro bracci che si affacciano sul cortile interno e nella Sala Aldobrandini e dei Primitivi. Di Caravaggio è possibile ammirare la Maddalena penitente (1594-95), ritratta “senza decoro” - secondo lo scrittore d’arte del Seicento Giovan Pietro Bellori - in una camera spoglia, seduta su una bassa sedia e rischiarata dalla luce che proviene dall’alto. I monili abbandonati e l’unguento con cui ristora il Signore ne sono gli attributi iconografici. La stessa modella compare nella straordinaria tela raffigurante il Riposo durante la fuga in Egitto (1595-96), una delle poche scene ambientate da Caravaggio nel paesaggio e che conserva ascendenze lombardo- venete, nella luminosità diffusa e nell’atmosfera di quiete agreste della composizione. L’idillio si compone in un perfetto dialogo tra umano e divino, che anticipa il contrasto delle future opere tra luce e ombra: alla bellezza ideale dell’angelo nell’atto di suonare il violino si uniscono, da un lato, il realismo vivo del volto di Giuseppe e, dall’altro, la dolcezza della Vergine addormentata con il Bambino in braccio. Le note sullo spartito seguono un mottetto scritto nel 1519 dal compositore fiammingo Noel Bauldewijn su testo tratto dal Cantico dei Cantici, i cui primi sei versetti sono dedicati alla Madonna.
Musei Capitolini
Piazza del Campidoglio, 1
Si tratta della prima raccolta pubblica del mondo, la cui origine risale alla donazione, avvenuta nel 1471, da parte di papa Sisto IV al Popolo Romano, di un nucleo di sculture bronzee, tra cui la celebre Lupa etrusca, lo Spinario e la Testa di Costantino. Immancabile occasione per apprezzare da vicinodue dipinti di Caravaggio: La buona ventura (1595) e San Giovanni Battista (1602-03). Nel primo è possibile riconoscere la mano giovanile del pittore, dove sono ancora forti le derivazioni lombarde. È una scena di vita quotidiana, in cui una giovane gitana, con il pretesto di leggere la mano a un giovane sprovveduto, gli sfila furtivamente un anello. Il San Giovanni Battista, dipinto del 1602 per Ciriaco Mattei, appassionato collezionista e figura di rilievo in quegli anni, è un chiaro omaggio al nome del figlio di Ciriaco, Giovanni Battista. La destinazione privata del dipinto contribuisce alla libertà con cui Caravaggio rende un tema sacro. Non si può negare infatti la sottile licenziosità del soggetto, che diremmo più pagano che religioso. La torsione della posa è un chiaro riferimento ai Nudi di Michelangelo nella Sistina.
Chiesa di San Luigi dei Francesi
Piazza di San Luigi de’ Francesi
Punta di diamante dell’itinerario è il ciclo dedicato alla vita di San Matteo, che Caravaggio dipinge tra 1599 e 1602 per la cappella del cardinale Mathieu Cointrel. Nel Martirio di San Matteo (1599-1600) l’episodio si svolge davanti allo spettatore nel pieno della sua drammaticità. Il santo è al centro, ferito e a terra, trattenuto dal sicario pronto a sferrare il colpo fatale. La luce irrompe improvvisa e rivelatrice, arrivando a scolpire l’urlo del chierichetto che fugge inorridito. Nell’angolo a sinistra, il volto partecipe e pietoso dell’artista fuoriesce dall’ombra. Le radiografie eseguite su questa tela mostrano che quella che vediamo è la terza versione, a conferma che Caravaggio non eseguiva disegni preparatori, ma schizzi a punta di pennello.
Senza ripensamenti, invece, è dipinta la Vocazione di San Matteo (1599-1600), ritratto mentre è intento a contare le gabelle. La luce orienta lo sguardo, da destra a sinistra, dal gesto di invito di Cristo fino a quello stupito di Matteo che risponde alla chiamata. È allo stesso tempo luce simbolica, come grazia divina che entra nella vita quotidiana e porta la salvezza. La pala d’altare è la seconda e definitiva versione di San Matteo e l’angelo(1602). Il motivo del rifiuto della prima, oggi perduta, è da cercare nell’eccessivo realismo e nella mancanza di decoro con cui è trattato il Santo. Nella versione definitiva il Santo non ha l’aspetto di un contadino analfabeta, ma di un dotto, ispirato dall’angelo.
Chiesa di Sant’Agostino
Piazza Sant’Agostino, 80
Non distante dalla precedente, questa chiesa custodisce la celebre Madonna dei Pellegrini (1604-06), nata come pala d’altare dedicata alla Santa Casa di Loreto. Alla tradizionale iconografia della Madonna in volo con la casa in cui è nato Gesù, Caravaggio sostituisce la realtà dell’uscio di una casa dal muro sbreccato, a cui si affaccia la Vergine con il Bambino. Posa per questo dipinto Maddelena Antognetti (detta Lena), prostituta d’alto bordo, descritta in un processo in cui è coinvolto il pittore come la “donna di Caravaggio”. Contrasta con la bellezza dei personaggi divini il carattere popolare dei pellegrini, nei cui volti sono ritratti i committenti Cavalletti, devoti alla Madonna di Loreto. L’evidenza dei loro piedi sporchi e callosi suscita tanto scalpore tra i contemporanei di Caravaggio.
Chiesa di Santa Maria del Popolo
Piazza del Popolo, 12
Per le pareti laterali della cappella del cardinale Tiberio Cerasi nella chiesa in piazza del Popolo, esegue la Conversione di San Paolo (1600-01) e il Martirio di San Pietro (1600-01). La pala d’altare, invece, raffigurante l’Assunta, è opera di Annibale Carracci. Nel contratto è riconosciuto egregius in Urbe pictor: Caravaggio è all’apice della sua fama. Come per il ciclo di San Luigi dei Francesi, anche in queste opere si assiste al passaggio al nuovo stile giocato sui contrasti tra luce e ombra; entrambe le scene si svolgono in primo piano, emergendo dall’oscurità. Una struttura complessa, impostata sull’incrocio di più diagonali, compone il Martirio di San Pietro, nel cui volto ci sembra di riconoscere il modello di San Matteo e l’angelo appena visto. Gli aguzzini assumono l’umanità di manovali, che non agiscono in modo crudele, sono piuttosto uomini semplici colti nel compiere un lavoro faticoso. Straordinariamente innovativa per l’interpretazione iconografica è la Conversione di San Paolo: l’evento miracoloso non avviene lungo la via di Damasco, ma in una stalla al cui interno campeggia il cavallo e a terra, con le braccia spalancate, è il santo nell’atto di ricevere la luce simbolo di grazia divina.
Pinacoteca Vaticana
Musei Vaticani
Viale Vaticano
La Deposizione (1600-04 ca), commissionata per la cappella di famiglia in Santa Maria in Vallicella da Girolamo Vittrice, è ritenuta tra i capolavori del Caravaggio maturo. Nel 1797, a seguito del trattato di Tolentino, l’opera prende la volta di Parigi, dove rimarrà per circa vent’anni. Nel 1816 entra a far parte della Pinacoteca di Pio VII. Il soggetto del dipinto in realtà non è quello tradizionale, in cui Cristo viene calato nel sepolcro, ma quello in cui viene adagiato da Nicodemo e Giovanni sul letto marmoreo destinato ai riti funerari. Nel volto di Nicodemo è ritratto il committente, trovandosi così ad essere il custode del corpo di Cristo. Dietro di lui i gesti e i volti di chi è stato testimone della Passione: il gesto disperato delle braccia al cielo di Maria di Cleofa, le lacrime della Maddalena, la Vergine impietrita dal dolore, e Giovanni, che sfiora per un’ultima volta il corpo senza vita di Cristo.
Galleria Corsini
Via della Lungara, 10
È qui conservato il San Giovanni Battista (1604- 06), la cui attribuzione è stata a lungo oggetto di dibattito. Ancora una volta, l’attenzione si concentra sulla libertà di Caravaggio nel trattare un’iconografia tradizionale. Assente la tradizionale pelliccia di cammello con cui si identifica il santo, appena evidenti altri attributi, come la ciotola, riferimento al battesimo di Gesù, e la croce, quasi nascosta, al bordo del dipinto. San Giovanni è qui seminudo, senza barba, coperto dal mantello rosso. La rappresentazione di un momento di riposo durante la penitenza è resa più attuale, senza mediazioni.
a Empoli, in Val d'Arno
Si parte dal punto di noleggio BikeSquare di Casaleggio Boiro e attraverso la S.P. 170 si raggiunge l'abitato di Mornese, situato su di una collina circondata da boschi e vigneti e sul tracciato di un' antica via del sale che univa Piemonte e Liguria. Si attraversa il borgo antico in direzione Montaldeo, sulla S.P. 175 e si arriva nel centro del paese di Montaldeo, un piccolo borgo a vocazione agricola. Si prosegue sempre sulla S.P.175 fino ad arrivare al borgo di Castelletto d'Orba borgo medioevale che risale la collina con stradine tortuose e case in pietra. Al centro del paese si trova il Castello. Il paese deve la sua notorietà principalmente alle numerose sorgenti di acque medicamentose (minerali, alcune sulfuree), Il territorio è legato alla coltivazione dell'uva e alla produzione di rinomate tipologie di vini a DOC. Si esce dal paese in direzione Ovada e in corrispondenza della Chiesetta di colore bianco, si svolta a sinistra in Via Gallaretta seguendo le curve di questa strada che porta a Silvano d'Orba. Si attraversa il caratteristico borgo connotato dal suo imponente castello e noto per le sue distillerie di grappa. In corrispondenza di Via S. Giovanni si svolta a sinistra e poi si prende Via Merli, una salita panoramica che arriva alla chiesetta di S. Pancrazio da cui inizia una strada bianca panoramica seguendo la quale si ritorna a Casaleggio Boiro.
nel Monferrato, a Nizza Monferrato, a Canelli, a Mombarcaro
Parte da Lecce, capitale del Barocco, la prima tappa della Ciclovia del Salento Ionico. Ed è subito un viaggio tra storia e natura: appena usciti dalla città scorrono l'area archeologica di Rudiae con il suo anfiteatro, la strada fiabesca della Valle della Cupa e la chiesetta rurale della Madonna della Neve. Poi si entra nella Grecìa Salentina, toccando Sternatia e Soleto, per fermarsi a Galatina per ammirare i magnifici affreschi della Basilica di Santa Caterina d'Alessandria e le ataviche suggestioni delle tarantate.
Si arriva a Nardò che si presenta con il suo borgo antico ricco di storia.
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Scopri questo magnifico itinerario che si sviluppa lungo la Via del Prosciutto Saint-Marcel che conduce fino alle miniere di Servette e alle acque verdi, sorgente da cui scorga un'acqua cristallina che colora di blù intenso il fondale del ruscello.
Lasciati tentare e degusta il Crudo Saint-Marcel in una merenderia che puoi trovare lungo il percorso.
in Valle d'Aosta, a Chatillon, a La magdeleine, a Chamois, ad Ayas, a Fenis, per il lago di Lod, al Monte Zerbon, nella valle del Cervino, ai laghi di Champlon, Saint-Vincent
Tour guidato serale con aperitivo, attraversando la Città Eterna. Un percorso rilassante e delizioso, visitando l'Aventino con le sue unicità, poi attraversando il Tevere per raggiungere il cuore del quartiere, con le sue chiese, piazze, locande e locali. Proseguendo lungo Via delle Lungara ed entrando dalla Porta Santo Spirito, si accede al Vaticano e a Piazza San Pietro. Il centro della religione cattolica, un luogo per ammirare la Cupola. Seguendo Via della Conciliazione, si costeggia il fiume Tevere, si passa per Castel Sant'Angelo e attraverso numerosi vicoli si arriva a Piazza Navona.
Una volta al Pantheon, ci fermiamo per assaporare prodotti locali e gustare un bicchiere di vino. Successivamente, si ammira la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Via dei Fori Imperiali e i Mercati di Traiano. Salendo sul Campidoglio, si potranno ammirare i fori illuminati e Piazza del Campidoglio. Per concludere, si percorrerà un giro intorno al Colosseo e, ripercorrendo la pista ciclabile dell'Aventino, si tornerà al nostro punto di noleggio biciclette.
a Empoli, in Val d'Arno
Questo percorso, che attraversa sia l'Appennino Ligure sia quello Piemontese, ripercorre in gran parte le strade dell'Appennino Bike Tour (promosso dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Confcommercio Imprese per l’Italia, Confcommercio Ascom Bologna e Vivi Appennino e per la prima volta viene percorso istituzionalmente nel 2017 dai rappresentanti di Istituzioni del territorio portando il drappo tricolore da Municipio a Municipio). Il Giro nasce con il progetto di una Ciclo-Via d’Italia attraverso le strade secondarie dell’Appennino.
La partenza avviene nel punto di noleggio Bike Square di Cabella Ligure, di qui percorrendo la statale 140 si attraversa iL comune di Albera Ligure e da qui si gira a sinistra e si attraversa il centro abitato di Rocchetta Ligure. Da qui il percorso si fa più impegnativo ma decisamente piu' panoramico attraverso i comuni di Roccaforte Ligure e di Isola del Cantone. Qui l'impegno è discontinuo ma elevato. Il panorama e la natura incontaminata fanno presto dimenticare la fatica. Attraversato l'abitato di Isola del Cantone si prosegue verso Ronco Scrivia (uno dei 40 comuni tappa del tour tra cui Brallo di Pergola). Da qui si entra nel Comune di Vobbia facente parte del Parco Regionale Naturale dell'Antola. Attraversato l'abitato del piccolo comune di Vobbia, si imbocca la strada sp.81 che si trova a circa a metà tra l'abitato di Vobbia e la localita' Mulino di Salata di Mongiardino Ligure, luogo di confine tra Liguria e Piemonte, sulla strada che conduce in Val Borbera. Attraversato un ponte e superato sulla sinistra il bivio per Arezzo, si costeggia sulla destra, il torrente Vallenzona, costeggiando piccoli borghi rurali. Il territorio e' scarsamente popolato, la strada attraversa una serie di macchie boschive, in prevalenza di latifoglie, interrotte da zone prative. Il fondo e' in buono stato fino a Vallenzona .
Benché la meta sia ancora lontana, appare gia' la Cappella di San Fermo, altissima sul monte. Qui oltre ad entrare nel territorio Piemontese e nel neonato Parco dell'alta Val Borbera, si attraversano i comuni di Mongiardino Ligure e di Carrega Ligure. Il Valico di San Fermo si trova sotto la Cappella di San Fermo (1177 m) che e' raggiungibile grazie ad un ripido sentiero. Da qui si gode di una spettacolare vista sull'Appennino e sulle Alpi Occidentali. Il valico e' posto sul crinale dell'Antola, lungo un'antica via del sale. Da qui si torna al punto di noleggio di Cabella Ligure.
in Val Borbera, ad Arquata Scrivia, a Gavi, al borghetto di Borbera
Si parte dal punto di noleggio BikeSquare di Casaleggio Boiro per compiere un anello sul quale tragitto si potranno vedere quattro castelli particolarmente suggestivi. Il percorso si svolge su strada asfaltata, da Lerma fino a Strada Bellaria e poi in Strada Casale Bacchetti. Si arriva all'abitato di Silvano D'Orba e si costeggia la collina del Castello. Si attraversa il caratteristico borgo connotato dal suo imponente castello e noto per le sue distillerie di grappa. Si ritorna risalendo i tornanti percorrendo una strada sterrata panoramica che si ricongiunge a Strada Bellaria. Si svolta a destra nella sterrata “Cascina Canali” fino ad arrivare al ponte sul torrente Piota. Si arriva alla S.P. 172 che si percorre svoltando a destra per circa 300 m per poi attraversare e prendere la strada asfaltata che porta a Tagliolo Monferrato, antico borgo medioevale che sorge intorno al castello, composto da strette viuzze, muri in pietra ed archivolti, con la casa del boia e la Chiesa di S. Maria Annunziata, antica parrocchiale.
Ancora visibile è l’edificio della Corte d’appello sede di tribunale durante il XVIII secolo
La chiesa più antica è S. Vito, situata all'interno del cimitero, che fu la prima parrocchia del paese. L'attuale parrocchia è San Nicolò, nella piazza prospiciente il Castello, con un campanile in pietra arenaria lavorato a sbalzo. Da Tagliolo si ritorna a Lerma percorrendo la S.P. 170 e da lì si rientra a Casaleggio.
nel Monferrato, a Nizza Monferrato, a Canelli, a Mombarcaro
TARQUINIA / SANTA SEVERA
Dopo dieci percorsi nell’entroterra, tra colline e monti, il GTL15 torna sul mare, questa volta a nord di Roma: si tratta di una tappa semplice e tranquilla, una cinquantina di km quasi tutti in pianura, riparati dalla catena costiera dei Monti della Tolfa. Questa tappa segue il corso della futura Ciclovia Tirrenica, della quale esistono solo alcuni piccoli tratti, seguendo in parallelo il corso della trafficata via Aurelia e sfruttandone complanari e strade secondarie. Da Tarquinia perdiamo la quota rimasta guadagnando il litorale, e da lì puntiamo verso sud: sul nostro percorso, piacevoli località balneari come Tarquinia lido e Santa Marinella, così come importanti porti come Civitavecchia. La traccia si snoda attorno all’Aurelia nuova cercando di evitarla in tutti i modi, ora sui lungomare dei paesi attraversati, spesso già dotati di piste ciclabili sicure, ora nelle strade dell’entroterra.
La nostra meta, Santa Severa, è impreziosita dallo scenografico Castello, che sorge proprio sul mare, su quello che era l’antico sito di Pyrgi, insediamento etrusco.
a Empoli, in Val d'Arno
Mongiana tra natura e storia.
Mongiana nasce nel periodo borbonico come centro siderurgico ove venivano svolte attività effusive e di produzione di manufatti e armi.
Durante la pedalata si visiterà il borgo, per gli appassionati di archeologia industriale sarà possibile visitare il Mufar, Museo delle reali ferriere borboniche.
Proseguendo la pedalata si incontreranno degli alberi monumentali fino ad arrivare a Villa Vittoria, il Parco della biodiversità, proseguendo a piedi all’interno di esso si visiterà un giardino incantato e pittoresco ove ci sarà la possibilità di vedere cervi, daini, mufloni.
La pedalata proseguirà verso il Lago Sambuco lungo una strada bianca alla portata di grandi e piccini, in full immersion nella natura del Parco regionale delle serre, nella riserva Cropani-Micone. Visitando i laghetti, percorrendo i recinti ove vivono centinia di daini allo stato semibrado, fino alla località Mongianella.
Facendovi riscoprire e godere della natura in tutta la sua quiete, bellezza ed essenza.
nel Parco delle Serre, nel Parco Naturale delle Serre, nel Parco delle Serre in Calabria
Percorso cicloturistico ad anello attraverso le colline del Roero, partendo da Corneliano d'Alba. Questo itinerario offre un meraviglioso spaccato del territorio piemontese, tra vigneti UNESCO di Langhe-Roero, frutteti tipici del Roero e borghi storici.
Corneliano D'Alba
Il punto di partenza con le e-bike per questo tour ad anello è Corneliano D'Alba, uno dei paesi cuore del Roero. Per chi lo desidera è possibile fare un'ottima colazione o spuntino prima della partenza, donerà la carica giusta per la pedalata. Si parte con la visita della cittadina, Corneliano D'Alba conserva nel centro storico la sua torre medievale dalla forma decagonale del XIII secolo alta 22 metri, testimonianza del passato medievale della città ed è ciò che resta dell'antico castello. Per gli amanti dell'architettura barocca è consigliata la tappa presso la chiesa di SS Gallo e Nicolò, edificio barocco dalla facciata imponente, conserva al suo interno pregevoli affreschi e decorazioni, è di particolare pregio l'altar maggiore in marmo policromo. Corneliano D'Alba situato nel cuore del Roero è rinomato per la produzione di vini, specialmente Roero Arneis DOCG e Roero DOCG. Durante l'estate il paese si anima per la raccolta della pesca, questo frutto a Corneliano D'alba è particolarmente pregiato e succoso. Dopo aver visitato la città si riparte in bici per in direzione di Vezza D'Alba.
Vezza D'Alba
Usciti dalla cittadina di Corneliano D'Alba grazie alla guida del percorso autoguidato la pedalata prosegue su strade secondarie asfaltate che corrono tra i vigneti, con dolci saliscendi tipici del territorio del Roero. Durante questa prima parte del tragitto, si possono ammirare splendidi panorami sulle colline circostanti, punteggiate da cascine e piccoli borghi. In sella all'e-bike si raggiunge Vezza d'Alba, l'orgine del suo nome è assai curioso, secondo molti studiosi, il nome (un tempo “Vicia”) deriva da una particolare pianta erbacea (vicia sativa) che un tempo veniva coltivata nella zona come foraggio per gli animali. Oggi le coltivazioni di foraggio sono pressochè nulle, sono state sostituite dalla coltivazione della vite, troviamo vitigni di Arneis e Nebbiolo che in questo terreno sobbioso trovano ottima espressione di gusto. Non solo viti, anche pesche e pera Madernassa sono i prodotti tipici di questa zona. Per gli amanti della geologia e della storia naturalistica è super condigliata la visita al Museo Naturalistico del Roero. È il più importante museo del settore nella zona, oggi il museo ospita due diverse sale, una geologica e l’altra naturalistica.
Priocca
Lasciano alle spalle Vezza D'Alba la bici ci accompagna in direzione di Priocca passando per Castellinaldo D'Alba, il paesaggio in questo tratto è caratterizzato da alternanze di boschi e vigneti, siamo nella parte selvaggia del Roero. sollevando lo sguardo all'orizzonte si stagliano le Rocche scoscese, pareti di sabbia, talvolta ricorperte da vegetazione spontanea, talvolta "nude", inquesto tratto mostrano tutta la loro imponenza. Con le e-bike le salite più ripide non sono un problema, la pedalata assistita permette di salire senza fare troppa fatica, una volta arrivati in cima il panorama sulla valle Tanaro e sulle Langhe regala la giusta soddisfazione per proseguire in direzione di Priocca. Siamo circa a metà del percorso, durante la bella stagione Priocca è un ottimo punto tappa per fare pic-nic, su prenotazione è possibile ritirarlo direttamente alla partenza del tour in e-bike. Dopo aver pranzato in trattoria o il pic-nic all'ombra di un maestoso albero è consigliata la visita alla cittadina di Priocca. A piedi o con la bici è consigliata la visita alla Parrocchiale di S.Stefano, un tempo cappella del castello, conserva un imponente campanile alto 40metri e terminato nel 1923.
Non solo arte e cultura, anche enogastronomia, consigliata la tappa presso le numerose cantine locali per vivere una vera wine experience degustando i vini del Roero.
Ritorno, Magliano Alfieri
La pedalata sulla strada del ritorno in direzione di Corneliano d'Alba prosegue su strade secondarie a basso traffico. Questo tracciato attraversa zone più boschive e alcune borgate rurali, offrendo una prospettiva diversa del territorio.
Lungo il tragitto in bici si raggiunge il paese di Magliano Alfieri, i boschi lasciano il posto a vigneti e noccioleti che caratterizzano il paesaggio di questo tratto. Giunti in paese, l'attenzione viene catturata dall'imponente castello di Magliano Alfieri che ospita il Museo delle Arti e Tradizioni Popolari e il curioso Museo dei Soffitti in Gesso. Con le e-bike la salita al castello non sarà troppo impegnativa e la veduta dal belvedere del castello sarà meravigliosa sulle Langhe.
Lasciato alle spalle Magliano Alfieri il percorso volge al termine con il ritorno al punto di partenza a Corneliano d'Alba
a Barolo, a Novello, a Monforte, a La Morra, ad Alba, a Bra, a Dogliani, a Monchiero, a Narzole, a Barbaresco, a Treiso, a Roddi, a Roddino, a Montelupo, a Grinzare Cavour, a Serralunga, a Roddino, a Murazzano, a Bossolasco, a Benevagienna, a Castagnole
Tra le classiche gite fuori porta a Cremona non si può non considerare il giro dei Bodri che si estende a sud-est della città.
Questo tour in ebike a sud-est di Cremona vi permette di immergervi nella natura. Un anello che parte e termina a Cremona dove potete noleggiare le vostre ebike presso il camping.
L’eredità del fiume Po, che nel corso dei secoli ha spostato il suo percorso, ha lasciato segni indelebili sul territorio: i bodri, piccoli laghi circolari autosufficienti con il loro micro ecosistema, e i segni fisici del livello delle inondazioni sugli edifici.
Che cosa vedere nel Parco del Po e del Morbasco
Un percorso tutto compreso nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) del Po e del Morbasco con alta valenza naturalistica. Un buon osservatore potrà scorgere varie specie di avifauna dall’alto degli argini su cui corrono i percorsi ciclopedonali e godere dell'ombra di piante secolari in uno dei percorsi che anche in estate garantisce zone di rinfresco.
La curiosità viene stuzzicata anche dalla possibilità di incontrare strutture insolite per una zona agricola: cascine merlate, una polimeridiana, colonne votive, ecc…
In base alle vostre esigenze potremo arricchire il tour su misura e contattare le strutture più adatte inviandovi un preventivo dedicato.
Pedalare con lentezza è il miglior modo di gustarsi l’esperienza, con BikeSquare Cremona si può.
a Cremona, a Trescore Cremasco, a Crema, vicino il santuario di Santa Maria del monte a Caravaggio, a Busseno, vicino a Palazzo Pignano, vicino a villa Albergoni, al lago dei riflessi
Il percorso cicloturistico Badalucco a Bajardo offre un'esperienza affascinante attraverso stupendi paesaggi naturali, borghi storici e una ricca cultura locale.
Descrizione del percorso
Il punto di partenza è Badalucco. Da qui si percorre la strada provinciale SP54 percorrendo un tratto della valle Oxentina. Lungo il percorso si attraversano i borghi di Ciabaudo, Argallo, Pallera, Zerni e Vignai.
Lungo il percorso si possono ammirare gli acquedotti storici di Argallo e Vignai.
Giunti a Bajardo si può fare ritorno all'abitato di Badalucco. Lo si può fare percorrendo il sentiero denominato R1, si tratta di una strada in gran parte sterrata. Se si preferisce si può raggiungere la frazione di Ciabaudo e per percorrenre nuovamente la strada provinciale SP54 che si può imboccare in prossimità della chiesa di San Bernardo.
Monte Saccarello, Taggia, Badalucco, Montalto Carpasio
Tour unico e irripetibile lungo la Regina Viarum, L’appia antica . Si parte dalla Piramide Cestia a Porta San Paolo pedalando comodamente lungo la ciclabile di viale Aventino si arriva al Circo Massimo.Da li si costeggiano le Terme di Caracalla e si arriva a Porta San Sebastiano. Eccoci lungo l’Appia antica pedalando sui sampietrini e basoli ammirando catacombe, Sepolcri, Tombe, Chiese, Ville, Cippi Miliari: un autentico museo a cielo aperto visitabile in e-bike. La grande bellezza di Roma prende forma nei suoi luoghi più nascosti, percorrendo la valle della Caffarella con la sua Sorgente Egeria e il suo Bosco sacro e a seguire nel grande Parco degli Acquedotti lungo l’antica Via Latina con i suoi numerosi acquedotti, in parte ancora funzionanti. Tutto è straordinario e intatto come in uno splendido dipinto del Gran Tour .
a Empoli, in Val d'Arno
Meraviglioso tour per chi ama salite e discese, il tutto alla scoperta dell'area rurale di VillacidroBeautiful tour suitable for lovers of "climbs", it allows you to explore the rural areas of Villacidro, with the first stop at the church of San Sisinnio with its centuries-old olive trees. You proceed uphill towards one of the panoramic points that allows you to enjoy a complete view of the town and the beautiful lake on the Rio Leni.
Arrived at the panoramic point overlooking the lake, proceed uphill to the extreme point of the panoramic road of "Gariazzu", arrived at the gate that delimits the municipal road from the forest road, the route is reversed and you can enjoy the whole panorama of the valley downhill , arrived at the panoramic point, proceed towards the reservoir and follow the asphalted road that runs along the lake to the extreme point and proceed for about 2 kilometers towards the woods of Monti Mannu, you will arrive at the first source and take the opportunity to recharge the water supplies and enjoy a fresh break.
We reverse the route and head back towards the lake and follow the road that runs along it until we reach the embankment "wall" which offers us a beautiful view of the whole lake.
We proceed downhill for a few kilometers and turning left we head towards the town, a constant climb makes us rise in altitude and allows us to start our urban ride from the highest part of Villacidro.
The town hall with its panoramic terrace, Piazza Zampillo and the church of Santa Barbara, patron saint of the town, up to the Liberty-style washhouse.
After crossing the historic center, proceed uphill towards a new panoramic point, cross the entire cycle-pedestrian area overlooking the town and head towards the famous Sa Spendula Waterfall, here after a refreshment break you resume your pedaling and head towards the starting point.
in Sardegna, nella Sardegna meridionale, a Villacidro, nel Medio Campidano, nel Sud Sardegna
Questo percorso è un giro ad anello che prevede la partenza e l’arrivo presso il punto di noleggio e-Bike di Atripalda CICLOSTAZIONE in contrada San Lorenzo 18.
L’itinerario può essere affrontato con tutte le tipologie di e-bike disponibili.
Seguite le indicazioni della traccia che GPS che vi abbiamo fornito e, ogni qual volta arriverete in un punto di interesse, approfondite la conoscenza dei luoghi leggendo i consigli che abbiamo preparato per voi: speriamo che possiate trovarli interessanti e che vi aiuteranno a godere a pieno della vostra escursione in e-bike lungo le strade di Irpinia!
Si parte dalla Ciclostazione in direzione Villa San Nicola dove affronterete il primo km in pianura, percorso urbano, fino ai giardini Biagio Venezia dove comincia un leggero dislivello che vi porta fino a Villa San Nicola.
Dopo questi 3 km di salita troverete, a pochi metri di distanza, due punti di ristoro Masseria Piano e Agriturismo da Baffone dove potrete sostare e fare le attività più svariate, dal PicNic al giro nelle fattorie didattiche, degustare prodotti tipici e rilassarvi, insomma a voi la scelta.
Da qui si parte per Sorbo Serpico, sempre con un leggero dislivello, che durerà per 4 km e vi perderete per il resto del percorso nella natura assoluta. Ma prima vi consigliamo di allungarvi a Santo Stefano del Sole dove potrete visitare il Belvedere della Giovinezza e sostare per godere di un panorama mozzafiato che affaccia su tutto il partenio e rinfrescarvi nella piazzetta, dove potete riempire le vostre borracce.
Usciti da Santo Stefano del Sole si prosegue verso Sorbo Serpico, dove godrete di panorami incantevoli, costeggerete la montagna di Volturara, immensi boschi e potrete ammirare i vigneti autoctoni dei Feudi di San Gregorio.
Qui ai Feudi, storica cantina Irpina, potete perdervi tra degustazioni di vini, percorsi esperienziali e visite nella struttura, dalla bottaia agli immensi giardini. Per descrivere i Feudi, le parole non bastano, una sosta è d’obbligo per scoprire i veri valori dell’Irpinia. Sarete seguiti e accompagnati da uno staff preparato che saprà soddisfare tutte le vostre esigenze e le vostre richieste.
Qui siete sul punto più alto del vostro giro, da qui in poi saranno 5 km di discesa. Proseguite costeggiando sulla vostra destra l’immensa e incantevole struttura dei Feudi e scendete verso contrada San Gregorio, dove costeggerete una fantastica pineta fino ad arrivare all’ingresso del Parco San Gregorio. Si estende per circa 20 ettari il verde lussureggiante del Parco di S. Gregorio-Pietramara e domina tutta la valle del Sabato. Lassù, secondo un´ antica tradizione, c’era un tempio romano, il leggendario Atrio di Pallade, da cui sarebbe derivato il nome di Atripalda.
Entrate, pedalate e immergetevi nella natura. Qui c’è la possibilità di sostare, fare un picnic o semplicemente e godersi il silenzio o in alternativa fare un giro all’interno seguendo i vari sentieri che ci sono. All’interno è possibile anche visitare il Parco Avventura Pettirosso, ideale per i più piccoli.
Si prosegue, dopo aver attraversato il parco, per una lunga discesa che vi porterà ad Atripalda, dove potete fare una visita al centro storico e visitare gli scavi dell’antica Abellinum. Testimonianza ancora viva e tangibile dell'influenza della civiltà romana in Irpinia, i reperti dell'antica Abellinum costituiscono uno dei principali siti storico-archeologici dell'intera provincia.
Da qui, pochi km e si rientra alla Ciclostazione, attraversando la piazza di Atripalda.
Ricordate che siamo a vostra completa disposizione prima, durante e dopo le vostre escursioni sulle ebike a noleggio. Grazie ai localizzatori GPS presenti su tutte le nostre bici a pedalata assistita, in caso di difficoltà potremmo raggiungervi senza velocemente e con precisione.
Per informazioni sui tracciati e sul noleggio, per assistenza durante il noleggio ebike potete chiamarci al Telefono (lun 16:30-20:00 / mar-sab 9:30-13:30, 16:30-20:00) o scriverci su Whatsapp 24 ore su 24. Il numero da contattare è sempre lo stesso, sia per parlare a voce che per scambi di messaggi su Whatsapp. Vi basterà aggiungere alla tua rubrica il numero 0825.31.139 per chattare con noi.
Se invece volete pensare solo a divertirvi, rilassatevi e lasciate che sia una delle nostre guide ad accompagnarvi. Saremo felici di rivelarvi angoli nascosti, panorami mozzafiato e di condividere la strada insieme a voi.
La meravigliosa pista ciclabile che fiancheggia la Dora Baltea conduce senza fretta e senza sforzo a scoprire le innumerevoli meraviglie della piana tra Châtillon e Fénis. Un susseguirsi di scorci sempre nuovi rendono il tragitto una continua ed entusiasmante scoperta di questo angolo di Valle d'Aosta.
L’itinerario con la bici elettrica attraversa ampi prati, coltivi di fondovalle, aree naturali e diversi castelli tra i quali il Baron Gamba, Ussel, Passerin d'Entrèves e il magnifico e coreografico castello di Fénis.
in Valle d'Aosta, a Chatillon, a La magdeleine, a Chamois, ad Ayas, a Fenis, per il lago di Lod, al Monte Zerbon, nella valle del Cervino, ai laghi di Champlon, Saint-Vincent
Questo percorso che potrai fare divertendo in ebike si sviluppa nel territorio tra i comunedei comuni di Arsiero e Cogollo del Cengio, lungo strade bianche ed asfaltate. Con una lunghezza totale di 30,00 km con un dislivello di mt. 417.
Il punto di partenza è in Arsiero - Via dei Longhi dove si inizia con una colazione/merenda al bar Campagna con caffè e brioche.
Arsiero - Vecchia Stazione Ferroviaria - Cartiera Rossi
Dal punto di partenza, si raggiunge la Vecchia Stazione Ferroviaria, stazione voluta alla fine del '800 dall'industriale Alessandro Rossi. Rossi finanziò la costruzione con l'obiettivo di collegare gli opifici manifatturieri di Schio, Piovene Rocchette ed Arsiero.
Il percorso per le nostre ebike continua in direzione Cartiera Rossi, fondata nel 1878 da Francesco Rossi, una grande azienda nel quale vennero impiegati oltre 1300 addetti, diventando in pochi anni la più grande cartiera europea dell'epoca.
Lungo il percorso troviamo il Bar Trattoria all'Isola, locale accogliente con prodotti tipici della zona e prodotti ricercati.
Centrale idroelettrica Cogollo del Cengio
Il percorso procede attraversando località Seghe, punto di forza industriale della vallata, fino alla piccola frazione di Rutello, per proseguire costeggiando il fiume Astico, fino ad arrivare alla Centrale idroelettrica di Cogollo del Cengio.
Sentiero Alto
Risalendo la strada sterrata ed attraversando gran parte della campagna e del centro del paese, si può accedere al Sentiero Alto. Si tratta di un percorso ciclo-pedonale accessibile a tutti. Lungo il suo tracciato si incontrano vecchie masiere, resti di antichi terrazzamenti, vasche d'acqua che un tempo servivano per lavare i panni, oratori e la vecchia chiesa di Cogollo. E’ percorso che si sviluppa al confine tra l'abitato di Cogollo e il monte. Il sentiero attraversa tutto il territorio comunale sul versante rivolto a sud della valle dell'Astico.
Il percorso è lungo 6-7 km e ha un dislivello massimo di 115 mt.
Chiesa dell'Olmo e Monastero della Resurrezione
La Chiesa dell'Olmo è stata la chiesa parrocchiale di Cogollo sino al 1927 e si trova nel cuore del paese vecchio con le cure delle monache, che risiedono nel vicino monastero, un edificio del 17^ secolo restaurato. La Piccola Famiglia della Resurrezione è una comunità monastica cattolica nata a Gerusalemme nel 1978, che ha oggi numerose sedi in tutto il mondo.
Il monastero, che risale all’inizio del 17° secolo, è frutto di una donazione da parte di don Pietro Bella alla diocesi. Il vescovo Antonio ha chiesto che la donazione fosse fatta a scopo monastero e così è stato.
Chiesetta di Sant'Agata
Proseguendo per il Sentiero Alto, si scende fino alla frazione di Mosson, per poi inoltrarsi nelle sue campagne ed arrivare alla chiesetta di Sant'Agata, piccolo gioiellino di epoca longobarda. Ha l’abside rivolta ad est, come tutte le chiese primitive, e fino al 1915 aveva accanto il cimitero. La struttura è a una navata unica, e all’ingresso si può leggere la tarda dedicata nel 1970 dalla Brigata Sant'Agata.
Ex Ferrovia Piovene Rocchette - Arsiero
La strada prosegue fino ad imboccare "La strada della vecchia ferrovia", oggi itinerario ciclopedonale ex ferrovia Rocchette-Arsiero, è un percorso che da Piovene Rocchette porta fino ad Arsiero passando per Velo d'Astico. Lungo circa 10 km, è un cammino immerso nella natura adatto proprio a tutti: ciclisti, mamme con passeggini, padroni con i cani, appassionati di camminate…
All'imbocco ci si può fermare al bar Casello Sei per una pausa caffè o aperitivo, o per ottimi primi piatti, birre artigianali, panini, taglieri e quant’altro.
Più avanti seguendo la ciclabile, si trova il Chiosco San Giorgio, pub & bar conosciuto per il suo ambiente gioviale, con annesso parco giochi per bambini.
Castello di Meda
Sul percorso si incontra il Castello di Meda, posizionato a 375 metri slm, il castello di Meda ha sempre dominato la valle. Per questo fu utilizzato anche durante la prima guerra mondiale come postazione per i cannoni e le mitragliatrici. Tutti ambienti visibili ancora oggi, su tre piani posizionati sotto al castello.
Prima di giungere al termine, troviamo il Ristorante Montanina, accogliente ristorante che offre prodotti di qualità, con piatti tipici della tradizione culinaria vicentina ottenuti con materie prime selezionate. La location si trova in un paesaggio incantevole in cui ci sono ampi spazi per i più piccoli, ma soprattutto per i grandi, è concessa la pesca sportiva che puoi effettuare direttamente nel laghetto di proprietà.
L'itinerario ad anello ti porta al rientro, dopo una bella pedalata sarai pronto a riconsegnare le ebike.
Si parte dal punto di noleggio Bike Square di Arquata Scrivia e si attraversa il centro abitato in direzione del sito archeologico dell'antica città di Libarna, uno dei principali in Piemonte per ricchezza di reperti quali l'anfiteatro, il teatro, i quartieri abitativi con alcune strade urbane e la ricostruzione tridimensionale delle terme, delle porte urbane e del foro pubblico. Terminata la visita si ritorna ad Arquata e si raggiunge via Don Minzoni e a seguire la strada Comunale per Partolungo, una frazione di Gavi. E' una bella strada che attraverso una zona boscosa e tranquilla, località Pratolungo, arriva alla Strada Provinciale 161. Si attraversa, si sale in direzione Lungarola e si svolta prendendo la curva a sinistra. Si prosegue curvando a sinistra e ritprnando sulla S.P. 161 per raggiungere il suggestivo Centro Storico di Gavi, d'interesse turistico per le numerose testimonianze storiche tra le quali la Chiesa romanica di S. Giacomo, il Palazzo Municipalee l'antica porta della città risalente al XVI sec. Non mancano a Gavi i numerosi prodotti tipici locali tra i quali spiccano l'omonimo vino Gavi doc tra i bianchi italiani più rinomati e gli amaretti di mandorle dalla ricetta esclusiva. A strapiombo sul borgo antico di Gavi si erge l'omonima Fortezza cinquecentesca, su di una rocca naturale, oggi visitabile come struttura museale. Terminata la visita a Gavi si ritorna ad Arquata imboccando Via Piona e attraverso un percorso anche in parte sterrato, raggiungendo nuovamente la località di Pratolungo e ritornado sul percorso di andata. Ad Arquata non può mancare una visita all'antico Centro Storico tra cui spiccano la Via Interiore dove numerosi vicoli sono arrichiti con portali di pietra databili tra il XIII e XV secolo e di archi a sesto acuto. Tra gli edifici si nota la casa Gotica contraddistinta da un' originale struttura lignea con tamponamento murario. Dopo una sosta golosa in uno dei numerosi locali cittadini si rientra nel punto di noleggio di Bike Square.
in Val Borbera, ad Arquata Scrivia, a Gavi, al borghetto di Borbera